📣Comunicato Stampa: n. 6/2020

Stato di agitazione e sciopero delle firme al Quotidiano del Sud. Assostampa Basilicata al fianco dei colleghi.

L’Associazione della Stampa di Basilicata è al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori del Quotidiano del Sud, in stato di agitazione con lo sciopero delle firme, per i fortissimi e insostenibili ritardi nella corresponsione degli stipendi: quasi tre mensilità e la tredicesima ai redattori e quasi un anno di spettanze ai collaboratori.
Una situazione inaccettabile se si considera che, proprio nei giorni scorsi, alla Edizioni Proposta Sud sono arrivati, dal Dipartimento Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, contributi diretti per 3 milioni di euro, per il sostegno all’editoria, relativi all’anno 2018.


Non è ammissibile che a pagare le nuove iniziative di sviluppo editoriale, con la nascita di nuove edizioni, siano gli incolpevoli colleghi che, con grande senso di responsabilità, permettono al giornale di essere tutti i giorni in edicola.
Negare il diritto sacrosanto alla retribuzione dei lavoratori per privilegiare altro non più tollerabile.
Chiediamo alla società editrice del Quotidiano del Sud risposte concrete e in tempi brevi.
Potenza, 3 marzo 2020
Di seguito, il comunicato del Comitato di redazione pubblicato oggi sul giornale.
“A partire dall’edizione odierna, in seguito alla proclamazione dello stato di agitazione, il Comitato di redazione del Quotidiano del Sud ha indetto lo sciopero delle firme dei giornalisti dipendenti di Eps srl.
L’iniziativa si è resa necessaria dopo il fallimento del confronto avviato nelle scorse settimane sull’annosa, perdurante, crisi di liquidità aziendale.
Il risultato è che i redattori, a febbraio 2020, non hanno ricevuto che un acconto sugli stipendi maturati a dicembre 2019 (senza tredicesima), mentre molti dei collaboratori sparsi sul territorio attendono ancora (da quasi un anno) di essere retribuiti per il lavoro svolto.
Il Comitato di redazione, a nome dell’assemblea dei giornalisti tutti, ritiene inaccettabile, oltre che ben poco dignitoso, che iniziative di sviluppo editoriale, per quanto apprezzabili, vengano finanziate – di fatto – ritardando il pagamento delle retribuzioni per il personale, impedendogli di far fronte ai suoi impegni finanziari, e persino alle esigenze della vita quotidiana.
A maggior ragione in assenza di garanzie per l’avvenire, dopo quanto accaduto a dicembre dell’anno scorso, col venir meno degli accordi appena raggiunti sul pagamento delle spettanze di novembre al corpo redazionale e ai collaboratori, a causa della sottovalutazione di un privilegio concesso a un fornitore. Di tutto ciò si è ritenuto di informare i lettori che ogni giorno onorano la testata della loro fiducia, e oggi non troveranno i nomi di quanti, in questi anni, non hanno mai risparmiato l’impegno personale per meritarla.

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